Nel corso dei secoli l'edificio subì diverse modifiche e ristrutturazioni.
La più imponente risale alla metà del XIX secolo,quando la Cattedrale versava in condizioni di forte degrado, al punto che punto che fu proposto all'ora vescovo mons. Luigi Nazari di Calabiana di demolirla per erigerne una nuova. Era già pronto il progetto di Allessandro Antonelli mal intervento del comitato presieduto dal filosofo Antonio Rosmini e dal casalese Luigui Canina convinse il vescovo a provvedere al restauro che durò dal 1857 al 1861. Direttore dei lavori fu l'architetto vercellese Edoardo Arboreo Mella che rimaneggiò sia l'interno dell'edificio, rinnovandolo in stile neo-romanico, sia l'esterno, con l'abbattimento, fra l'altro, di due arconi di sostegno che erano addossati alla facciata e delle case dei canonici che , all'epoca, la ricoprivano quasi del tutto.

I danni provocati dal tempo hanno reso necessario, a quasi un secolo e mezzo dalle operazioni ottocentesche, un nuovo intervento sulla fabbrica della cattedrale di Sant'Evasio.
Una prima campagna di lavori è stata condotta negli anni 1990-93 sul lato settentrionale e sulla facciata della chiesa.
A questo intervento è seguito, a partire dal 1997, un vasto ed importante programma di restauro nelle cinque navate interne, nel presbiterio, nel coro e in tutte le cappelle (ad esclusione di quella di sant'Evasio), compresi i gruppi statuari, gli altari e le tele.
L'operazione di è basata sui criteri di mantenimento del "restauro del Mella come elemento storicizzato" e sulla conservazione del "Duomo come doveva essere stato dopo l'intervento dell'architetto vercellese".

Conclusa alla fine del 1999 la seconda fase dei lavori, è proseguito l'intervento sull'atrio, ultimato nel 2001. Dopo un accurato studio delle condizioni del nartece la scelta si è indirizzata verso la rimozione dei "molti strati di scialbature che impedivano di cogliere la finezza d'intaglio delle sculture". Durante i lavori sono emersi pregevoli fregi scultorei e motivi ornamentali al centro della primitiva facciata e qualche resto di affreschi affiorati al piano terreno.

L’ultimo di una serie di restauri in vista delle celebrazioni del nono centenario quello della sacrestia presentato per la festa di Sant’Evasio (12 novembre 2006), lavoro condotto da Francesca Regoli di Gavi e Giovanni Bonari di Villanova, che ha riportato all’antico splendore di un tempo. In luce le formelle dell’altare cinquecentesco del Bambaja, le antiche decorazioni, le finte finestre, due angioletti.



Il nartece prima dei restauri


Il nartece dopo i restauri


Il nartece dopo i restauri

© Cattedrale di Casale Monferrato - Tutti i diritti riservati - Ultima modifica di pagina Venerdì, 8 dicembre 2006, ore 7:43