Il Battistero del Centenario
Per il nono Centenario del Duomo di Casale un avvenimento artistico e liturgico insieme: l’installazione di tre sculture modernissime nell’antico spazio dell’Atrio “ritrovato”.
Sotto le possenti arcate romaniche della Cattedrale lo scultore
Guido Lodigiani collocherà per il sabato 16 dicembre prossimo (giorno dell’inaugurazione) un fonte battesimale, un candelabro per il Cero Pasquale e una Icona della Trinità.
Sono tre grandiose opere di scultura contemporanea che dialogheranno d’ora in poi, a nove secoli di distanza, con l’antico Duomo Romanico.
Sono sculture in bronzo collocate sopra sculture di vetro: il vetro a raffigurare l’acqua che sembra invadere l’intero atrio e il bronzo a descrivere l’itinerario di luce che il cristiano percorre nella liturgica battesimale: acqua e luce sono infatti i grandi simboli del Battesimo.
Così il suggestivo spazio di architettura, arricchita da pagine secolari di scultura romanica, si trasformerà in Battistero per il Duomo del futuro, proprio nell’anno del suo nono Centenario.
L’opera d’arte è stata realizzata grazie alla munificenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e alla sensibilità artistica del suo presidente, Gianfranco Pittatore.
Il Crocifisso
Sospeso all’arco del presbiterio, il grande Crocifisso focalizza con la sua spiccata linearità geometrica lo spazio curvo del catino absidale. Frutto del lavoro di uno o più artisti, di cui la storia non ha trasmesso alcuna traccia il bellissimo Cristo è formato da un supporto ligneo rivestito di lamine d’argento e rame posto sopra la croce lignea decorata, come la corona regale posta sul capo di Gesù, decorata con pietre dure e cristalli di diverso colore.
Si tratta di un opera risalente alla seconda metà del XII secolo, originariamente posta nella cattedrale di Alessandria da dove fu recuperata nel 1403 dal capitano di ventura, Facino Cane, insieme alle reliquie di Sant’Evasio trafugate dagli alessandrini durante l’assedio del 1215.
L’iconografia mostra Cristo in croce ancora vivo, eretto, senza i segni della sofferenza, secondo l’uso occidentale nel XII secolo.
Questa preziosa e rara opera presenta analogie con i crocifissi simili che si conservano nel duomo di Vercelli, nel museo del duomo di Milano e nella chiesa di San Michele di Pavia.
Gli affreschi della volta del coro e del catino absidale
Eseguite dal pittore Costantino Sereno negli anni 1860-61, fanno parte del consistente progetto di restauro ottocentesco del duomo di Casale. L’artista casalese, seguendo le direttive tracciate dal conte Edoardo Mella nella scelta della tipologia architettonica neoromanica dell’impianto ecclesiale, eseguì la decorazione neobizantina degli affreschi su fondo oro.
Nel catino absidale il Cristo benedicente è posto tra gli apostoli Pietro e Paolo in ginocchio, nella volta del coro tre angeli con fiori separano le dodici figure di religiosi indicati dalle iscrizioni latine: a destra Eusebio, Natale, Benedetto, Giordana, Bernardino e Carlo Borromeo; a sinistra Silvestro, Proietto, Ilario, Margherita, Francesco di Sales e Luigi Gonzaga
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