Sant'Evasio, le Reliquie, la leggenda e la storia

Dai più recenti studi e dall'esame del Carbonio 14 effettuato negli Stati Uniti d'America, si evince che Evasio mori nel terzo secolo.
Tale datazione ha una sorprendente coincidenza con la ricostruzione biografica del Padre agostiniano Fulgenzio Emiglio, del Convento di Santa Croce in Casale, che nel 1708 pubblicò la "Historia e vita di Sant'Evasio Vescovo e Martire".
Egli sostiene che Evasio, nativo del Beneventano, nel 260 si recò a Roma, nel 265 giunse ad Asti già vescovo e d qui, perseguitato dai pagani, fu costretto a fuggire e si rifugiò nei pressi di Casale, dove, insieme a molti compagni di fede, trovò la morte il 1° dicembre 292, all'età di circa 60 anni, come dimostrato dalle analisi dello scheletro.
La sua morte fu ordinata dal prefetto Atubolo, durante le persecuzioni di Diocleziano, che fu imperatore dal 284 al 305.

Secondo la più antica tradizione, Evasio aveva portato a Casale la devozione al Diacono Lorenzo, in onore del quale aveva costruito una Chiesetta, i cui resti sono ancora oggi visibili sotto la Cappella del Santissimo Sacramento della nostra Cattedrale.

Le date sono interessanti, in quanto san Lorenzo subì il martirio a Roma nelle persecuzioni dell'Imperatore Valeriano, il 10 agosto 258, quindi due anni prima della chiamata di Evasio a Roma, da dove venne poi mandato missionario ad Asti.

In fuga da Asti, Evasio sostò nell'attuale Pozzo Sant'Evasio, dove avvenne il miracolo del Pastorale fiorito, da cui sgorgò la fonte, tuttora esistente, che dette il nome alla località.
Nel 1670, su progetto del canonico Sebastiano Guala, sopra il Pozzo sorse l'attuale Chiesetta, in stile barocco.

Sant'Evasio è Patrono della Città e della Diocesi di Casale e le sue reliquie riposano nella grande Cappella a Lui dedicata in Cattedrale. La festa di Sant'Evasio si celebra, a Casale, il 12 novembre, in ricordo del ritorno in città delle Sue Reliquie da Alessandria, per opera di Facino Cane, condottiero casalese, nel 1403.
Le Reliquie erano state trafugate dagli Alessandrini nel sacco del 1215, unitamente al Galletto, che ancor oggi svetta sul loro municipio.
Facino cane portò, però, a Casale il grande e prezioso Crocifisso anche si ammira nel nostro Duomo.


L'arciconfraternita di Sant'Evasio
L'arciconfraternita di Sant'Evasio per statuto ha il compito di mantenere e valorizzare il culto del santo patrono. Vanta una storia molto antica: il decreto di approvazione risale a mons. Benedetto Erba (1576). La reggenza e' composta da 9 membri eletti a suffragio universale ogni cinque anni, tra i quali viene scelto il priore. L'arciconfraternita ha come simbolo il gonfalone ed ha sede nella cappella, accanto all'urna del santo.
Organizza la novena e la festa annuale di Sant'Evasio, il 12 novembre, e cura l'accoglienza degli abitanti di Borgovercelli che l'8 settembre di ogni anno giungono a Casale per assolvere un antico voto. Ha inoltre l'onore di portare il baldacchino durante la solenne processione del Corpus Domini.

Ogni anno, nella solennita' del patrono della citta' l'arciconfraternita di Sant'Evasio distribuisce i galletti di pastefrolla in ricordo di quello collocato in segno di vigilanza sulla torre campanaria ed asportato dagli alessandrini nel 1215.


Cappella di S.Evasio interna alla Cattedrale


Il reliquiario di S.Eavasio


Galletto di pastafrolla distribuito durante la festa di Sant'Evasio il 12 novembre


Arciconfraternita di S. Evasio

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