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Note di Storia Casalese
Vicende storiche piuttosto oscure
La storia di Casale si inserisce nel contesto di un vasto territorio emerso dal mare, ricco di tracce della presenza umana risalenti ad epoche molto antiche (stazione paleolitica di Trino Vercellese, necropoli celtica di Morano Po).
Al tempo dei Romani l’antica Vardacate, la cui presenza è confermata dai recenti reperti archeologici di via Lanza e di Santa Croce, presidiava la sponda destra del Po.
Col declino delle fortune dell’Impero romano e le rovinose invasioni barbariche, i Casalesi si raccolgono intorno ad un modesto agglomerato di forma ovoidale sorto in forma strategica tra le colline del Po attorno alla chiesa di Sant’Evasio protettore della città.
1000-1215
Con la rinascita dell’Anno Mille nuove abitazioni si addensano tutt’intorno al piccolo nucleo e il borgo medievale si amplia e conquista la propria identità cercando a poco a poco di vincere la pesante sudditanza imposta dal comune di Vercelli, erede dei diritti vescovili: ma la vicenda storica si conclude con la drammatica distruzione del 1215 da parte dei Vercellesi, con l’aiuto di Milanesi e Alessandrini.
1305-1474
Estinta nel 1305 la dinastia degli Aleramici (molti marchesi furono sepolti nell’abbazia cistercense di Santa Maria di Lucedio, presso Trino), il Monferrato passa ai Paleologi, i quali dopo la perdita di Chivasso (1435) trasferiscono la capitale del marchesato a Casale, che diventa sotto il regno del marchese Guglielmo VIII sede di diocesi unendo alla cattedra vescovile il meritato titolo di città (1474).
1533-1595
Esaurito il ramo paleologo con la morte di Gian Giorgio (1533), il trattato di Cateau Cambresis (1559) assegna definitivamente il Monferrato ai Gonzaga, che reprimono con violenza la congiura di Oliviero Capello (1567), cancellando per sempre gli antichi privilegi comunali riconosciuti dai Signori di Monferrato. La nobile residenza monferrina è trasformata dalla dinastia mantovana in una munitissima piazzaforte, presidiata sul grande fiume dal castello potenziato nelle strutture difensive dal duca Guglielmo Gonzaga e difesa ad oltranza in direzione della pianura dall’inespugnabile Cittadella a sei bastioni (1590-95) voluta dal figlio Vincenzo I su progetto del costruttore friulano Germanico Savorgnan.
1600-1695
Per tutto il Seicento, il ducato di Monferrato è al centro di guerre e saccheggi che hanno come protagonisti le grandi potenze del tempo. Spagna e Francia, che si scontrano per il controllo di Casale e della sua poderosa fortificazione esagonale che tuttavia resiste a numerosi assedi (ricordati dal Manzoni e recentemente da Umberto Eco), ma non agli accordi segreti franco-sabaudi che ne prevedono l’atterramento (1695) per motivi di sicurezza.
1700-1770
Con il successivo passaggio ai Savoia, ratificato dalla pace di Utrecht (1713), Casale perde il ruolo di capitale ma si trasforma, profondamente sottoposta ad un’intensa opera di arredo urbano in alcune arterie principali (come le vie Mameli e Garibaldi) che accolgono le stupende dimore della nobiltà casalese. Splendida negli stucchi degli edifici civili e religiosi prodotti dalla genialità costruttiva scapittiana, la città subisce una nuova metamorfosi migliorando del pari la qualità della vita, grazie alla politica sabauda di creazione delle necessarie strutture di pubblica utilità e di ampie aree verdi (come i giardini pubblici) sorte sugli spalti della fortezza demolita.
1789-1805
Una nuova e breve occupazione francese durante la Rivoluzione Francese (1789) diffonde in città le idee giacobine e per volontà di Napoleone (in visita a Casale nel 1805) l’antica capitale paleologa diventa un centro di primaria importanza, forte del prestigio derivante dall’introduzione del Liceo Imperiale, della Corte di Giustizia e della Camera di Commercio.
1840-1890
Nella prima metà dell’Ottocento, consolidato il tessuto economico grazie ad una borghesia fiorente e dinamica, e ottenuta la Corte d’Appello (l’Antico Senato di Monferrato) concessa dal re Carlo Alberto, Casale è ancora protagonista nell’ambito delle vicende risorgimentali: dal Congresso Agrario del 1847 all’assedio austriaco del marzo 1849, dal potenziamento delle strutture difensive in attesa della seconda guerra di indipendenza alla generosa offerta di personaggi di primo piano (tra cui il Presidente del Consiglio Giovanni Lanza), fino al completamento del difficile processo di unificazione nazionale.
1900
Dopo l’Unità d’Italia le fortificazioni iniziano a cadere liberando ampi spazi (come la Piazza Castello) indispensabili alle crescenti necessità commerciali e dietro la spinta della nascente borghesia industriale che cinge l’abitato con la corona dei primi stabilimenti, Casale vive uno dei momenti di maggior vitalità avviandosi a diventare la capitale del cemento. Ma il suo destino è ormai diluito in quello delle cento città d’Italia.
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